Premessa: in questi giorni siamo stati all’O-Ringen in Svezia, Lorenzo era impegnato in Portogallo con i Mondiali Universitari (FISU), ci sono stati gli europei giovanili (EYOC) in Slovenia con Tobia, Maddalena è impegnata in Repubblica Ceca con la Coppa del Mondo (WCUP), Roland e Leonardo parteciperanno ai Mondiali Master (WMOC) in Polonia. Non ci facciamo mancare nulla, neppure l’europeo di Trail-O (ETOC), sempre in Polonia, al quale partecipa Francesco Comarella, fresco fresco di prima convocazione in Nazionale come Junior.
Tutto l’orienteering minuto per minuto ci viene raccontato da Leonardo Bortolato, specialista della disciplina, allenatore “personale”, motivatore e trascinatore di Francesco:
Lunedì 3 agosto, ore 9:00; sorseggio il secondo caffè della mattinata, mentre Francesco sta entrando in quarantena, l’ultima del programma di gare di questi Campionati Europei di TrailO a Stettino (che in polacco si scrive szczefjkxnsczin, o qualcosa del genere). Me lo immagino, mentre cerca di assimilare gli ultimi consigli dei compagni più esperti, e allo stesso tempo prova a trovare la concentrazione per affrontare la mappa.
Siamo al Binowo Park Golf Club della pittoresca cittadina del Nordovest della Polonia, che ospiterà la staffetta, ultima possibilità per Francesco per mettersi in mostra dopo ben quattro giorni di gare. In effetti io non ci sono, ma è come se fossi là. E lo vedo, Francesco, che sorride. Sorride comunque. Sa benissimo di cosa è capace, quali sono i suoi limiti e i suoi punti di forza.
Venerdì scorso, 22 secondi lo hanno escluso dalla finale del TempO, la specialità che più gli piace e in cui solitamente riesce meglio. Ma qui le gare non sono come quelle a cui è abituato. Qui il livello è molto più alto. Qui, in Polonia, veste la maglia azzurra. Chissà se venerdì si è demoralizzato, se ha detto “Delta” mentre voleva dire “Charlie”, se è rimasto comunque soddisfatto dell’esperienza e felice per come ha affrontato la gara.
A breve, alle 9:45, partiranno gli Junior: la staffetta prevede una parte di PreO e due piazzole a tempo. Un paio di mesi fa ha affrontato una gara del genere, era il Campionato Italiano e ha conquistato il bronzo assieme all’amico Tobia. Questa volta i compagni di squadra sono due: Marco Gianelle, che quel Campionato Italiano l’ha vinto, e Sebastiano Lambertini, che per chi segue il TrailO non ha certo bisogno di presentazioni.
Chissà se Francesco sta ripensando a sabato e domenica scorsi; nelle due giornate di PreO ha perso 9 e 5 punti, ma il PreO di un Campionato Europeo non è semplice. Francesco ha vent’anni e l’ardore della sua età; questa specialità ha bisogno di pazienza, non di velocità. Quel punto che sembrava così semplice, doveva essere verificato osservandolo da un’altra parte, qualche passo più in là. Quella curva ausiliaria che si fa fatica a interpretare, quando si corre, non ci si fa neanche caso. Usalo tutto, il tempo a disposizione, guarda una volta in più, perché se rispondi non puoi più cambiare idea!
Ore 11:00, cominciano a spuntare i primi risultati sul portale. La gara è nel vivo, tutti i concorrenti stanno facendo del loro meglio, qui da casa non possiamo fare altro che schiacciare il tasto “refresh” e aspettare che tutte le caselline si riempiano con le letterine e si colorino di verde o di rosso. Che escano i tempi delle piazzole e che, chissà, la bandiera dell’Italia si sposti più in alto possibile nella classifica finale. Qui da casa il tifo diventa uno scambio frenetico di messaggi, condivisione di immagini, ipotesi e aggiornamenti. In prima linea mamma Raffa, papà Sandro, il fratellone Gianluca e anche Nicola da lassù. Tutti i compagni del Tarzo affollano idealmente il campo di gara polacco.
Alle 13:00 dovrebbe essere tutto finito, ma il portale si resetta. Gelo. Che succede? È un problema del portale, o della gara? Amici polacchi, vi vogliamo immensamente bene, ma non potete farci questo, ora, mentre siamo tutti seduti in punta di sedia ad aspettare il responso. È come se la tv si spegnesse durante i rigori della finale dei mondiali… Dai! Francescooo! Almeno tu, dicci qualcosa! Eh, a quanto pare anche là non si sa cosa sia successo, quello che si vedeva prima erano classifiche sballate, qualcosa non ha funzionato. Ansia.

Ore 14:20, compaiono i primi risultati corretti. O almeno così pare. Gli organizzatori iniziano a sistemare la categoria Open, quella dei grandi. Ma a noi interessano gli Junior! Qualche risultato già c’è, e sembra che Francesco abbia fatto una super gara. Pochi errori nel PreO, piazzole pulite e veloci. Con questi risultati parziali, l’Italia è al secondo posto. Una medaglia d’argento che sarebbe un risultato immenso per Francesco, Marco e Seba. Ci sono altre nazioni con squadre di ragazzi già esperti in ambito internazionale: Lettonia, Germania, Finlandia, Cechia, Spagna, Ucraina, per citarne qualcuna. Francesco direbbe “Vabbè, noi facciamo la nostra gara, facciamo del nostro meglio e vediamo cosa fanno gli altri.” Eh sì, ma a vedere quel secondo posto ci lusinga troppo, non toglietecelo proprio adesso, dopo che ci avete illuso!
Il tempo passa, in ufficio ormai non si lavora più. Pian piano si stanno riempiendo tutte le caselle e i nostri avversari, Lettonia a parte, rimangono tutti dietro. L’Ucraina ha ancora tutte le caselline vuote, chissà come è andata a loro… Ci sono anche un paio di contestazioni. Un punto viene cancellato; Francesco l’aveva sbagliato, questo dà ancora più valore alla sua gara. È il migliore degli italiani. Un altro punto, a più di 400 metri di distanza, è stato sbagliato da moltissimi atleti e contestatissimo anche dai grandi. Se venisse annullato, regalerebbe un clamoroso oro all’Italia Junior. Alla fine, due giudici su tre decidono che va bene, quel punto. “Arbitro cornuto!”, mi vien da pensare, dopo dieci ore di travaglio.
Sì, sono ormai passate le 19:00 e possiamo affermarlo con certezza: l’Italia è medaglia d’argento, Francesco è medaglia d’argento!
![]() |
![]() |
E ora goditela, ragazzo! Ti sei impegnato, ti sei allenato, hai chiesto consigli e seguito raccomandazioni. Hai sbagliato, rimediato, sei caduto e ti sei rialzato. Come fanno i veri campioni. Sempre con il sorriso. Ora abbraccia i compagni di squadra e goditi gli applausi. Sono tutti meritati, tutti per te. Quando torni a casa, vogliamo vedere dal vivo sia la medaglia che il sorriso. E fallo sentire a tutti, il tuo: “Evvaiiiii!”



