O-RINGEN A GÖTEBORG – UN’AVVENTURA AL DI LÀ DI OGNI IMMAGINAZIONE

L’OrTarzo vola in Svezia per una delle manifestazioni internazionali più belle al mondo. L’O-Ringen rappresenta il meglio del meglio in organizzazione, tracciati, carte, paesaggi, atmosfera, un’esperienza unica per scoprire come i popoli scandinavi facciamo del nostro sport la loro cultura. In questa edizione ci siamo trovati a competere in bosco con circa 11 mila atleti provenienti da tutto il mondo; per avere un idea sono più di 20 volte il Cansigli-O Meeting.

Gli atleti che sono volati in Svezia per questa 60a edizione sono: Loris, Lorenzo, Riccardo e Carlo, Simone, Ettore, Tobia e Guido, Francesca e Fausto, Anna e Andrea, Anna DP, Chiara, Mauro. Un gruppo di giovani, ai quali si sono uniti trentini e friulani, hanno alloggiato in una Klub-house contattata dal nostro socio svedese, un certo Henrik Eliasson (CEO dell’IOF); il resto del gruppo in una bella casa nella zona residenziale della città.

5 gare in programma: long, long, sprint (solo elite) o Middle (altre categorie), Middle, long e long: 6 giorni e 5 gare con un solo giorno di riposo.


Come sono i boschi della Svezia? Al primo approccio: fantastici; scorci su laghetti immersi nelle foreste da togliere il fiato, sentieri di vario genere, da semplici tracce a strade forestali infinite dove correre e gustare il panorama, sassi e piattoni ovunque.
Al secondo approccio, ovvero in gara: terribili; paludi ovunque, piattoni di sassi o collinette incomprensibili per noi, verdi da assenti a non pervenuti in mappa, moltissimi particolari a vista ai quali aggrappare le nostre speranze per riuscire a ricollocarsi in mappa ma… nulla. L’orienteering qui lo fanno solo a bussola e il suggerimento principale del nostro coach Roland era di andare sempre dritti; eh, bella idea! Chi sa fare bene orienteering qui fa capolavori, noi un po’ meno. Mentre fai la tua tratta con calma senza fare troppi casini ti vedi passare a fianco questi atleti scandinavi, di tutte le età, che ti sfiorano e fanno a sportellate per guadagnare anche un solo secondo. Volano tra le paludi senza affondare, volano sopra i sassi piatti salendo e scendendo come caprioli, si fiondano nei verdi come avessero un macete al posto delle braccia.

L’Oringen è una festa dell’orienteering, parcheggi l’auto in un parcheggio sperduto in mezzo ad atri 5000 mezzi e ti ritrovi trasportato da un fiume di pullman in un arena di gara colorata da mille bandiere. Un organizzazione esemplare e infallibile, tracciati di gara che ti mettono i brividi solo al primo sguardo, ma poi diventano pura avventura; un vento umano di maglie di tutte le società del mondo che si muovono come foglie in boschi ineguagliabili. Partecipare a queste manifestazioni per un orientista è come vedere la Gioconda al Louvre o la statua della libertà a New York.

Per quanto riguarda i risultati non possiamo snocciolare posizioni di prestigio. I ragazzi hanno fatto ottime esperienze e confrontarsi con i più forti al mondo è solo l’inizio per migliorare la propria preparazione. Per i master è stato un sogno che si è avverato; un’esperienza da rifare e riproporre nei prossimi anni.