La Gazzetta dello Sport

La Montagna è labirinto. Ma c’è chi sa cavarsela

Si sono chiusi i Mondiali Juniores in Val Canali: in gara 400 atleti da 37 Paesi. Dominio della Svezia, che ha conquistato quattro ori su otto gare

FIERA DI PRIMIERO (Trento) Il bosco è labirinto. Lo abitano le fate. Belle e seducenti. Con piedi leggiadri sfiorano fragoline e fiori favolosi, aquilegie, pianelle della Madonna, orchidee selvatiche. Non si fermano, però, a coglierli. Corrono. Imprendibili. Veloci come il vento. Le abbiamo viste sfrecciare in una valle che è un brandello di Paradiso e ci sembrava di essere dentro una fiaba. Invece qui si disputava il campionato mondiale juniores di orientamento, con 400 atleti di 37 paesi in lizza, insieme alla "5 Giorni delle Dolomiti", che ha visto al via 3600 partecipanti. Quattromila in gara, dunque, con 1300 norvegesi e 600 svedesi. Bella gente, cresciuta nella natura. Come il lappone Olli-Markus Taivainen, nutrito dal latte di renna, o la norvegese Britt Ingunn Nydal, che ha il cielo negli occhi e un profilo da modella.

Dolomiti
Ieri si correva la staffetta, la gara più appassionante e più bella. Scrosci di pioggia l’hanno resa più selettiva. Fango, terreno viscido, bosco cupo. Eravamo in Val Canali, vicino a Villa Welsperg. Le guglie dolomitiche erano incappucciate di nubi, contro cui il sole lottava con le sue spade di luce, aprendo spiragli. Monti bellissimi: il Cimerlo, la Cima della Madonna, il Sass Maor, la Cima di Ball, la Cima Canali. Dino Buzzati li scalava con la guida Franceschini e oggi c’è un sentiero d’alta quota sul Cimerlo che porta il suo nome. Su quella terra bella di natura e ricordi le speranze dell’orientamento hanno duellato fieramente.

Bergman
Ha vinto la Svezia in campo maschile, grazie a Gustav Bergman, che in ultima frazione ha recuperato 1’40" di distacco dalla Svizzera, che aveva la vittoria in pugno a due terzi di gara. Julia Gross, però, ha vendicato i compagni rossocrociati con una rimonta ancor più clamorosa: quarta e staccata di 3’35" dalle svedesi all’ultimo cambio, si è imposta con 1’47" di vantaggio. Ha vinto anche il re di quaglie della Val Canali. Ce n’è una sola coppia in tutta la valle e aveva nidificato nell’erba proprio sul tracciato di gara. Il percorso è stato corretto e un ettaro e mezzo di prato cintato per proteggere la covata preziosa.

Svezia
Nei giorni precedenti s’erano disputate altre sei gare: le sprint a Mezzano e Imer, le long distance a Passo Rolle, le middle distance a San Martino di Castrozza. Nel complesso la Svezia si è rivelata la nazione-guida con 4 ori. Solo la Svizzera è stata capace di spezzare l’egemonia dei nordici. La Norvegia, però, è rimasta senza vittorie e la Russia senza medaglie.

Fair play
L’organizzazione è stata eccellente. C’era una bella atmosfera e fair play. La tv ha mostrato Bergman, lanciato verso la vittoria, sospingere in salita un atleta di Hong Kong in difficoltà. Lo chiamano "lo sport dei boschi". Ma si disputa anche in città, nel "bosco urbano": la più famosa gara italiana è a Venezia tra le calli. L’orientamento è una bella metafora. Aiuta a cavarsela in quel labirinto che è la vita.

EX SPORT MILITARE
La prima gara in Norvegia nel 1897
Servono bussola e cartina
L’orientamento nasce come sport militare. Fu definito come «l’attraversamento di una landa sconosciuta con l’ausilio di una mappa e di una bussola». La prima gara civile si disputò in Norvegia nel 1897. Lì, nel 1932, la prima gara internazionale. Il 21/5/1961 a Copenhagen fu fondata la Federazione Internazionale Orientamento, Iof. Oggi comprende 70 Paesi di tutti i continenti e ha 3 milioni di iscritti. La prima gara in Italia fu disputata nel 1974. Oggi in Italia ci sono 4mila iscritti. In gara gli strumenti essenziali sono tre: la bussola, legata al polso con un cordino, la carta topografica, in scala da 1:4000 a 1:15000, e il testimone di gara. Sulla carta sono riportati i punti di controllo o lanterne da cui bisogna passare. Il testimone di gara registra elettronicamente il passaggio ad ogni lanterna e, alla fine, consente la ricostruzione immediata di tutta la gara.

COSÌ IN ITALIA
Dai bambini agli anziani tutti di corsa
E gli italiani? Sono finiti lontani, ma felici. Il migliore dei maschi nella "5 Giorni delle Dolomiti" è stato Roberto Dallavalle, soprannominato "Truffa". Meglio, però, sono andate le ragazze, guidate da Nicole Scalet. Il gap dai paesi-guida è notevole, potrà l’Italia colmarlo? «Siamo 4mila tesserati, ma c’è un’enorme attività nelle scuole, che coinvolge centomila studenti in tutte le regioni d’Italia, stiamo emergendo», dichiara Sergio Grifoni, presidente della Federazione Italiana Sport Orientamento. L’orientamento agonistico pretende atleti di qualità: ragazzi che valgono 14 minuti sui 5mila. Oltre a correre forte, ci vuole abilità tecnica per scegliere con rapidità, capacità di concentrazione e solidità psicologica, visto che si corre da soli. Ma nella "5 Giorni delle Dolomiti" partecipavano tutti, bimbi di 6 anni e ottantenni. C’era curiosità, passione e gioia. «Ci sono intere famiglie che partecipano. Tre generazioni: figli, genitori e nonni. Tutti possono fare questo sport. I bimbi che lo fanno sanno riconoscere le carte e orientarsi ancora prima di aver imparato a scrivere», assicura Nicolò Corradini, 4 volte campione del mondo di ski-orientamento. greg

I RISULTATI
Donne. Sprint: 1. Lonnkvist (Sve), 2. Bobach (Dan) e Novotna (R. Cec), 45. C. SCALET. Middle: 1. Alexandersson (Sve), 2. Nydal (Nor), 3. Bobach (Dan), 19. N. SCALET. Long. 1. Bobach (Dan), 2. Lonnqvist (Sve), 3. Teini (Fin), 31. N. SCALET. Staffetta: 1. Svizzera 1 (Kirk, Tritschler, Gross) 2. Norvegia 1, 3. Danimarca 1, 17. ITALIA 1 (C. Scalet, Torggler, N. Scalet), 28. ITALIA 2 (Zanetel, Jagher, Crippa) a 36' 53". Uomini. Sprint: 1. Kyburz (Svi), 2. Nykodym (R. Cec), 3. Hubmann (Svi), 26. GENUZIO. Middle: 1. Taivainen (Fin), 2. Sauter (Svi), 3. Indgaard (Nor), 55. DALLAVALLE (Ita). Long: 1. Bergman (Sve), 2. Bobach (Dan), 3. Hubmann (Svi), 56. DALLAVALLE. Staffetta: 1. Svezia 1 (Bostrom, Rideflet, Bergman), 2. Svizzera, 3. Danimarca, 29. ITALIA 1 (Dallavalle, Genuzio, Scalet), 40. ITALIA 2 (De Agnoi, Crippa, Baggio).

Publication:
La Gazzetta dello Sport
Published on:
12 July 2009
Publication typologhy:
Quotidiano cartaceo
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