{"id":7249,"date":"2016-04-29T18:32:20","date_gmt":"2016-04-29T16:32:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ortarzo.it\/?p=7249"},"modified":"2017-04-11T18:32:47","modified_gmt":"2017-04-11T16:32:47","slug":"ballando-con-il-cansiglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ortarzo.it\/en\/2016\/04\/ballando-con-il-cansiglio\/","title":{"rendered":"Ballando con il Cansiglio"},"content":{"rendered":"<p>Dagli amici dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.oricuneo.it\/\">OriCuneo<\/a> riceviamo un bellissimo resoconto della <a href=\"https:\/\/www.ortarzo.it\/gara\/2-giorni-2016\/\">2 giorni<\/a>\u00a0di Revine e del Cansiglio, ve lo proponiamo integralmente:<\/p>\n<blockquote><p>\u2026gi\u00f9 il cappello di fronte a due gare notevolmente sopra le righe, dove l\u2019orienteering si fa letteratura.<\/p>\n<p>Nello sprint di sabato a Revine Lago ogni concorrente ha intrecciato con il percorso un drammatico duello che meriterebbe, per essere descritto, gli epici versi di Omero. Mentre si corre pare di sentire tutto attorno il rimbombar dell\u2019armi, le lance saettanti e le spade affilate come la nuova rampa che ti si para davanti. Ogni mezzo \u00e8 stato impiegato per piegare gambe e mente ai concorrenti. La partenza in salita fa subito capire che non \u00e8 giornata. Poi si piomba in un dedalo di viuzze e cortili e porticati; ma non c\u2019\u00e8 nessuna Arianna pietosa che offra l\u2019aiuto di un filo per dipanare la matassa che metro dopo metro, in buona compagnia di salite secche come staffilate, svuota energie e certezze. Poi, quando sembra di aver afferrato il senso della gara, eccola incattivirsi in una successione di tratte lunghe con salite dove la piet\u00e0 \u00e8 morta. I concorrenti annaspano all\u2019ombra del cimitero cittadino, arrancano, cedono e alla stanchezza si aggiunge la vergogna di camminare: eresia nel concitato mondo delle sprint. La via crucis che culmina nel punto pi\u00f9 alto della mappa \u00e8 il perfetto emblema della giornata. Ma non \u00e8 ancora finita. La sadica mano del tracciatore riporta nel labirinto sottostante dove la lucidit\u00e0 ridotta al lumicino rende difficili anche tratte banali. Il finale \u00e8, ovviamente, ancora in salita. I volti di campioni e comparse sono tutti un ghigno disfatto dalla fatica negli ultimi metri di sprint.<\/p>\n<p>Il giorno dopo si cambia completamente registro al gran gal\u00e0 del Cansiglio. Il bosco perfettamente tirato a lucido \u00e8 un salone da ballo; pare di essere in mezzo ad un romanzo di Tolstoj. I faggi diritti ed eleganti sono camerieri in livrea o ufficiali di cavalleria in alta uniforme o nobili austeri. Il bosco \u00e8 talmente bello che toglie il fiato: terreno livellato come un prato inglese, visibilit\u00e0 perfetta, orografia ondulata ma mai cattiva; quasi ci si aspetta di sentire l\u2019orchestra suonare e intrecciare un valzer con gli avversari. Ma non \u00e8 detto che a un ballo ci si diverta: c\u2019\u00e8 chi fa tappezzeria, chi rimpiange gli anni passati, chi vede l\u2019amata mutare improvvisamente atteggiamento e preferirti il rivale. Ed ecco che il prato inglese si rivela estremamente avaro di particolari, la visibilit\u00e0 perfetta permette di spaziare su metri e metri di terreno maledettamente uguale, le ondulazioni leggere sembrano irridere chi cerca disperatamente di orientarsi con le pieghe del terreno. A tratti, poi, il bosco si fa beffardo e riempie il versante di una spolverata di pietre, tutte uguali, che nascondono confondono celano. E i versanti cos\u00ec dolci che avevano invitato dapprima a forzare il passo sembrano non finire mai, sfiancando le gambe dei concorrenti come una gragnuola di pugni.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 forti si muovono leggeri come ballerini; danzano di lanterna in lanterna con sfacciata grazia tra le rive coperte di foglie, civettando con le tratte pi\u00f9 aspre con galante brillantezza. Per gli altri \u00e8 una lotta centimetro dopo centimetro. La bussola oscilla senza posa costretta agli straordinari, le dita corrono nervose sulla mappa tracciando i punti raggiunti, tra le labbra sorge una preghiera di essere davvero nel punto giusto. Sembra di correre su un filo teso sopra l\u2019abisso: basta un piccolissimo errore e si \u00e8 perduti. A tratti le lanterne concedono un giro di valzer, come dame pietose verso i giovanotti al primo ballo. Ma \u00e8 solo un attimo. Tutto congiura contro: le gambe sono piegate dal dislivello che sale senza posa, la concentrazione \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile, il bosco sempre uguale non molla un attimo il suo beffardo celarsi. Metro dopo metro, dall\u2019\u00e9lite in lotta per la Coppa Italia all\u2019esordiente che sfida l\u2019amico, in molti si vedono respinti dal bosco che si fa ritroso come una bella dama. Sul bellissimo finale, che induce a un ultimo disperato sforzo, sono in pochi a vantarsi di aver ottenuto l\u2019onore di un ballo con la Foresta del Cansiglio\u2026<\/p>\n<p><em>Andrea Migliore &#8211; OriCuneo<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dagli amici dell&#8217;OriCuneo riceviamo un bellissimo resoconto della 2 giorni\u00a0di Revine e del Cansiglio, ve lo proponiamo integralmente: \u2026gi\u00f9 il cappello di fronte a due gare notevolmente sopra le righe, dove l\u2019orienteering si fa letteratura. 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